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Vedere “Esseri” appena svegli : Allucinazione visiva o realtà alternativa??

21 Ottobre 2013 • in: Consapevolezza

Allucinazione visiva o realtà alternativa??
Allucinazioni Ipnagogiche o sogno lucido?Se mentre dormite, vi svegliate all’improvviso e appena aprite gli occhi vedete nella vostra camera Ragni che si muovo, Farfalle, Gechi, Esseri di varie forme,Energie in movimento e tanto altro, che poi svaniscono davanti ai vostri occhi, non temete!Non state impazzendo!O almeno, io stessa non sono impazzita, quindi sono qui per rassicurarvi.Queste sono delle esperienze mentali così vivide e nitide che sembrano reali. Questo articolo nasce, proprio per poter fare chiarezza su questo “fenomeno” particolare.Di seguito troverete il risultato di ricerche, effettuate nel corso delle mie stesse esperienze.
Solitamente, ciò che non riusciamo a vedere materialmente e che non conosciamo ci spaventa. Avendo vissuto personalmente queste esperienze, sò che ci possono essere emozioni contrastanti nel vedere queste manifestazioni che io chiamo,Energetiche.
Vediamo allora, le varie “interpretazioni” su queste “facoltà” sia scientifiche, psicologiche che spirituali.
Secondo la scienza e la psicologia queste esperienze assumono il nome di illusione ipnagogica.

Che cos’è l’Illusione Ipnagogica
Lo stato ipnopompico è lo stadio che porta dal sonno alla veglia. In tale fase, come pure in quella che viceversa porta dalla veglia al sonno (detta “stato ipnagogico”), il cervello può avere delle sensazioni, in particolare visive e uditive. A volte si può essere lucidi mentalmente nel momento in cui si palesa una allucinazione visiva, potendo addirittura in taluni casi decidere in quell’istante cosa si vorrebbe che si raffigurasse o meno. Tali immagini vengono facilmente dimenticate, ma talvolta possono essere addirittura scambiate per esperienze realmente vissute.

Le illusioni o allucinazioni ipnagogiche sono esperienze intense e vivide che si verificano all’inizio di un periodo di sonno e avvengono spesso in aggiunta delle paralisi ipnagogiche.

Questa fase dura da qualche secondo a diversi minuti in cui alcuni o tutti i sensi, ma in particolar modo vista, udito e tatto, possono risultare coinvolti e frequentemente è molto difficoltoso per il soggetto distinguere l’allucinazione dalla realtà.

Lo stato ipnagogico
Come ha riassunto Margnelli [1993], il principale significato scientifico dello studio dello stato ipnagogico consiste nell’”osservare dal vivo” come il cervello fabbrica i sogni. Lo stato ipnagogico è la fase di transizione dalla veglia al sonno. Durante tale stadio dell’addormentamento si presentano frequentemente allucinazioni del tutto fisiologiche.
Stato ipnagogico propriamente detto è pressoché abolito il controllo volontario sul corso e sui contenuti mentali (frammentazione del pensiero). In questo stato di coscienza prevale la comparsa spontanea e intrusiva di immagini incontrollate, generalmente statiche e dettagliate.
Tali allucinazioni ipnagogiche si presentano come inserti isolati e bizzarri, generalmente di tipo visivo, che appaiono spontaneamente come provenienti da una regione esterna alla consapevolezza. Il soggetto si pone nei confronti di queste allucinazioni come spettatore passivo. I flaches allucinatori ipnagogici si presentano come immagini fortemente sensorializzate della durata di pochi secondi ciascuna, generalmente isolate, di cui non è possibile controllarne l’apparire, il contenuto e la durata.
Durante questo stato è abolita la consapevolezza dell’ambiente esterno e il testing di realtà è parzialmente efficiente. La tonalità affettiva basale durante l’esperienza è prevalentemente priva di emozioni, ma talvolta può accadere che al sopraggiungere dell’allucinazione il soggetto possa reagire con stupore, sorpresa o soprassalto.
Generalmente l’impressione corporea è di profondo e diffuso stato di rilassamento, ma possono anche comparire modificazioni della sensibilità somatocenestesica e propriocettiva. Da un punto di vista psicodinamico predomina il processo primario-inconscio, con un’attività mentale che segue una logica associativa.

Esperienze oniro-simili Comprendono esperienze pre-oniriche, o francamente oniriche, nelle quali il pensiero è organizzano in fugaci successioni allucinatorie con la tipica consequenzialità scenica del sogno. La caratteristica delle immagini allucinatorie di questa fase consiste nella loro organizzazione in sequenze narrative articolate in brevi episodi. Il soggetto allucina, con partecipazione personale, la propria presenza nello spazio onirico.

Sono completamente aboliti il controllo volontario sul corso del pensiero, il testing di realtà e la consapevolezza dell’ambiente esterno. L’impressione corporea è generalmente assente. Si assiste ad una lieve modificazione del senso del tempo. Da un punto di vista psicodinamico predomina nettamente il processo primario-inconscio.

Le paralisi ipnagogiche nel sonno

Sebbene non rappresentino una vera e propria patologia a se stante, possono presentarsi in individui che non hanno altri particolari disturbi. Si tratta di un fenomeno estremamente affascinante, ma che può essere anche “terrificante”, come io stessa ho sperimentato. Scopriamo insieme perché.

Per paralisi del sonno o paralisi notturna si intende l’impossibilità di muovere l’intero corpo poco prima di addormentarsi o subito dopo il risveglio. La persona colpita rimane perfettamente cosciente, riesce a vedere e sentire ma non può parlare o alzarsi per un tempo solitamente breve, anche se al soggetto interessato può sembrare senza fine per la notevole tensione che accompagna l’esperienza. Talvolta (soprattutto quando il tutto è accompagnato da allucinazioni ipnagogiche) il soggetto tenta di urlare ma non vi riesce a causa della paralisi muscolare e prova un enorme senso di frustrazione e disperazione. I movimenti oculari rimangono invece intatti.
(Chiariamo subito che si tratta di un disturbo benigno ma se si presenta spesso è necessario parlarne con un Neurologo)
La prevalenza della paralisi del sonno nella popolazione generale è approssimativamente del 6,2% mentre ben il 30-50% dei pazienti affetti da Narcolessia sperimentano questo disturbo.

Studi polisonnografici hanno riscontrato che individui con la paralisi del sonno avevano intervalli inferiori al normale tra un sonno REM e l’altro e presentavano un sonno non-REM accorciato. Questo porta a ritenere che un disturbo nel regolare ciclo del sonno possa istigare un episodio di paralisi del sonno.

Un altra teoria coinvolge la Melatonina, un ormone prodotto dalla ghiandola Pineale del cervello (anticamente chiamata anche “terzo occhio“).
La Melatonina in circostanze normali regola la popolazione neuronale serotoninergica, ovvero agisce governando quei neuroni capaci di utilizzare la Serotonina come neurotrasmettitore.

La Melatonina raggiunge il suo picco di secrezione durante il sonno REM.
Alterazioni nella secrezione di Melatonina in determinati momenti del sonno, potrebbero portare alla mancata disattivazione di quella popolazione neuronale che sta “producendo il sogno”, sotto uno stimolo(ad es. ambientale) che normalmente porterebbe ad un risveglio completo. Questo spiegherebbe perché si può sperimentare la paralisi pur essendo mentalmente “svegli”: se la popolazione neuronale rimane attiva, porterà le caratteristiche del sonno REM (e quindi del sogno) anche nel mondo della veglia.

Per il “Centro Studi e Ricerche sulla Psicofisiologia degli Stati di Coscienza” di Milano, troviamo questa spiegazione:

L’allucinazione è una percezione che avviene quando la corteccia sensoriale è attivata in assenza di una corrispondente stimolazione dei recettori periferici, in altre parole è una percezione senza una fonte esterna (Ferrio, 1970; West, 1999).
In ambito cognitivista (Horowitz, 1975) l’allucinazione è definita come un’esperienza mentale che si manifesta in forma d’”immagini” derivate da una fonte di informazione interna, o percezioni erroneamente giudicate come provenienti da input esterni.
Le allucinazioni hanno le seguenti caratteristiche [WEST, 1962]: fisicità, involontarietà ed intrusività, cioè non è possibile controllarne il sopravvenire, il contenuto e la durata, ma soprattutto hanno la qualità di “essere al di fuori” dell’osservatore.

In questa rassegna l’interesse è focalizzato sulle allucinazioni da deprivazione sensoriale, ipnagogiche, psichedeliche e psichiatriche, ma esperienze di tipo allucinatorio sono comunemente presenti in molti altri stati modificati di coscienza: transe ipnotica, estasi mistica, transe medianica, transe sciamanica, stati di possessione, esperienze extra-corporee, vissuti di pre-morte, abductions, meditazione… [Gagliardi, 1993; West, 1999], è in ogni caso presumibile che il processo allucinatorio sia basato su comuni moduli neuropsicologicamente determinati.

Vediamo ora,come queste esperienze vengono “trasmutate” in qualità,mi piace chiamarle cosi,provienenti dalle facoltà dell’apertura del terzo occhio o ghiandola pineale e quindi scaturite da un evoluzione,consapevole e non,spirituale.

L’ESPERIENZA NELLA QUINTA DIMENSIONE
LE ALLUCINAZIONI O VISIONI IPNAGOGICHE

“LO STATO QUANTICO” di Adriano Violato e Antonella Trevisiol

C’è una quinta dimensione, oltre a quelle che l’uomo già conosce. Ci appare con colori palpabili, penetranti avvolgenti, con propria fonte, indescrivibili, per noi, perchè mai visti, una meraviglia.

La percezione è che si entra in uno stato di passività mentale, il cervello raccoglie i messaggi che pervengono automaticamente e alcune informazioni arrivano con correnti antidromiche, cioè in doppia direzione, è come se la stessa informazione abbia due ordini di riflesso: somato-psichico e psico-somatico, e questo, anche se le informazioni sono da tradurre, non ci spiazza.

E’ senza limiti, o ancora non si conoscono e può essere scambiata, in certi casi confusa con molti termini o spiegazioni ed esperienze apparentemente simili ma nella sostanza differenti.

A tutti viene data la possibilità di accedere. Solo il guerriero di “pura luce” andrà oltre.

The Twilight Zone, Ai Confini della Realtà, o “altri stati modificati di coscienza”: transe ipnotica, estasi mistica, transe medianica, transe sciamanica, stati di possessione, esperienze extra-corporee, vissuti di pre-morte, abductions, meditazione, hypnagogic trans, sono alcuni termini che diverse “persone sensibili” (per loro natura o per esperienze speciali, non per patologie in essere) usano per descrivere qualcosa di non scientificamente chiaro o riscontrato dalla Medicina Ortodossa ma speciale quando accade.
Ma preferiamo identificarlo e chiamarlo “STATO QUANTICO”.

Abbiamo iniziato questo viaggio sperimentando come aprire una porta verso il buio senza vivere il buio, senza tormenti e aspettative.
Dopo aver praticato specifici esercizi di postura e respirazione, sempre come fosse la prima volta, fatto i test sulla asimmetria e stimolato la placca delle visioni ipnagogiche, abbiamo ottenuto dopo breve tempo il “primo e secondo repère”, cioè la percezione di lievi dolori come vibrazioni al labbro superiore, disagio e fastidio alla gamba sinistra e dopo poco una sensazione di pelle d’oca in tutto il corpo, il “terzo repère”. C’è chiarezza e lucidità in noi, e, con l’aiuto del buio totale nella Dark Room 432hz®, la camera della Perfetta Alchimia Interna, supportato da Antonella, ho la certezza della ottenuta carica della placca ipnagogica. Anche se si pratica di giorno e non nel preipnico (praedormitium), prima del sonno profondo, si può richiamare la condizione ottimale alla percezione dello “stato quantico”.

Lo stadio ottimale per “il salto quantico” si matura dopo il terzo giorno nella Dark Room 432hz® , dove:

1) gli esercizi respiratori e psicofisici, l’ attivazione della ghiandola carotidea,
2) l’accensione della placca delle visioni ipnagogiche con il metodocalligaris® ,
3) nella ghiandola pineale avviene la trasformazione ormonale di numerosi impulsi neurali e sensoriali, ricevuti attraverso i sensi. L’ormone più importante secreto dalla pineale è la melatonina e la sua funzione è di influire attraverso l’ipotalamo sul segmento anteriore dell’ipofisi. Nell’aspetto energetico, la pineale è uno dei ricettori che attraverso i sensi e le amigdale riceve le Vibrazioni. Le amigdale sono collegate attraverso le fibre nervose con numerosi centri cerebrali, prima di tutto con la neocorteccia, la corteccia visuale ed il talamo. Tutte due le ghiandole hanno numerosi ricettori e partecipano nella creazione di neurotrasmettitori come: la dopamina, serotonina, norepinefrina, epinefrina ecc. La scienza ha dimostrato in una certa misura il collegamento tra le amigdale e le emozioni, affermando che le ghiandole producono la risposta emozionale prima che i centri corticali (pensanti) riescano a registrare del tutto l’evento. Nell’aspetto energetico le amigdale sono dei sensori per le vibrazioni ricevute attraverso i sensi che si riducono poi, attraverso le informazioni supportate dalla ghiandola carotidea, in Vibrazioni d’Intelligenza. Queste Vibrazioni d’Intelligenza Pura vengono elaborate dalla mente e ritornano tradotte nell’impermanente realtà,

4) ed ecco che si attiva il “Terzo Occhio e si entra in una “favola vera” ottenendo “la sincronizzazione o stato quantico”.

Possiamo raccontare la meraviglia della dimensione nel vissuto pluridirezionale, abbiamo incontrato risposte date da non domande, come dei puzzle in via di completamento e ci indirizzavano a non luoghi conosciuti. Comunque sempre calmi, lucidi e consapevoli. E’ un bel film dove gli appunti sono preziosi e un registratore è di aiuto.
Trovo piuttosto ironico, dopo la mia esperienza nella Dark Room 432hz® , il fatto che con il termine allucinazioni o allucinazioni ipnagogiche si voglia spiegare tutte le esperienze mistiche, paranormali e sciamaniche, viaggi astrali, contatti con energie sottili, visioni ecc. Non comprendo perché quando non si riesce di spiegare uno stato alterato di coscienza o un enigma della mente, anche quando questi stati sono ottenuti senza stimoli esterni e chimici e non nel preipnico cioè di giorno e con tutti i sensori attenti e attivi, sia considerato lo stesso “allucinazione o illusione” e lo si definisca “allucinante”.

A mio parere “l’essere umano può sperimentare tutti gli stati alterati, senza l’uso di stupefacenti o allucinogeni”, perché il tutto è nella sua essenza.
Fondamentale ed indispensabile è crearsi il terreno ottimale, attivando i centri di potere nel centro del cervello ed ecco che le allucinazioni ipnagogiche, per noi stato quantico, nella Dark Room 432hz® saranno affascinanti e lucide.

Allucinazioni o visione remota (Remote Viweing): i segreti di un nostro talento accantonato?

Il grande dibattito sui nostri più o meno utilizzati talenti e facoltà, inclusa la Visione Remota, non di rado si riversa nel grande tema dell’evoluzione della specie umana.

Per alcuni, in epoche relativamente recenti, il nostro percorso si distinguerebbe per una progressiva perdita, più o meno consapevole, di alcune delle nostre facoltà più significative.

Pertanto, ammesso che la vista abbia ancora il monopolio dei sensi, pare che oggi sappiamo vedere solo tramite gli occhi, ignorando altre capacità di visione legate alla nostra mente ed alle nostre sensazioni.Ossia, pare che abbiamo nettamente ridimensionato il peso attribuito ai nostri istinti, alle nostre capacità intuitive, credendo, invece, solo a ciò che i limitati sensi fisici ci permettono di vedere.

Invero, il sorgere di una nuova generazione di uomini (In-divisuus Olisticus)antropologicamente, fisiologicamente, psicologicamente e culturalmente, diversa dalla precedente, con una spiccata sensibilità e sensorialità, tende un po’ a rivalutare il discorso. Tuttavia, in linea di principio, sino all’avvento dell’era appena iniziata, di fatto, per un simile depotenziamento sensoriale, siamo diventati meno consapevoli di molte sfaccettature della realtà.

La capacità di vedere oggetti, persone, situazioni distanti nel tempo e nello spazio è una delle varie facoltà che si sono progressivamente affievolite.
Di fatto, tra le così dette esperienze di percezioni extra-sensoriali (extra-sensory perception –ESP) c’è la Visione (Remote Viewing –RV), una capacità che ci consente di ottenere delle impressioni su qualcosa che si trova distante (nello spazio e/o nel tempo) tramite le nostre facoltà paranormali.
Di norma, un soggetto che vede a distanza, si ritiente che riesca a fornire una serie di informazioni su un oggetto che non può vedere fisicamente.

IL CONTESTO
Tra la fine degli anni 60 e gli inizi del 70, soprattutto negli States, ha iniziato a diffondersi una grande attenzione per i fenomeni dell’occulto e psichici e molti hanno cercato di di dare a loro una veste pseudo-scientifica.

L’emergere della New Age e la popolarità del movimento intitolato al potenziale umano ha innescato un mini-rinascimento rinnovando l’interesse per gli studi sulla coscienza e gli studi psichici riuscendo ad ottenere anche una serie di finanziamenti per compiere delle ricerche. Così, tra gli altri campi analizzati dalla parapsicologia, si è sviluppato il tema della psicocinesi (la capacità mentale di interagire con oggetti inanimati o, talvolta, anche animati).

Un altro ambito riguarda le esperienze pre-morte (la NDE – Near Death Experiences) testimoniate chi si risveglia dal coma o da chi si trova ad un passo dalla morte.
Uno dei campi di indagine più fertili, è stato, però, proprio l’ESP (ExtraSensory Perceptions) che si concentra su tutti i tipi di informazioni ottenute al di fuori dei cinque sensi. Ed è proprio in un simile contesto che si inserisce la Vista Remota, al momento ritenuta un ibrido tra scienza e parapsicologia.

Ad aumentare l’alone di mistero che la circonda è la sua origine legata ad un segretissimo progetto condotto dalla CIA negli anni della Guerra Fredda, poi esternato da una serie di ex-agenti partecipi delle operazioni.

Il termine Visone Remota è stato introdotto da due parapsicologi, Russel Targ e Harold Puthoff nel 1974 .Pertanto, lo stato dell’arte, al momento, vede una prima serie di esperimenti scientifici, degli anni 60-70, che sembra abbia dato una serie di risultati positivi, non confermati, però, dagli studi più recenti, svolti in condizioni rigorosamente controllate.

Quindi la Visione Remota, resta, come tutti gli altri fenomeni di percezione extra sensoriale, una pseudo-scienza.

CHE COSA E’ LA RV.
A detta dei fautori della RV chi ne è dotato, è in grado di raccontare quanto sta accadendo in un luogo remoto o di descrivere in modo approfondito e dettagliato eventi e circostanze occorsi nel passato.

Le tecniche di insegnamento dell’RV si basano sull’idea che tali facoltà non si possono apprendere o trasmettere studiando, tuttavia si può imparare ad allenare e ad espandere le proprie facoltà percettive. È un po’ come avviene quando frequentiamo un corso di somellier: lentamente impariamo a riconocere ed affinare le nostre capacità visive, gustative ed olfattive.

I trainer di RV hanno, dunque, come obiettivo, di insegnare a trasferire le informazioni dal subconscio alla coscienza vigile, dove possono poi essere decodificate, rese comprensibili ed espresse con chiarezza.

Nell’ambito degli studi di RV ci sono due scuole contrapposte: l’una sostiene che non funziona, l’altra che funziona sempre.
Invero, entrambe le parti hanno ragione ed entrambe hanno torto.
Ci vogliono molta costanza, pazienza ed una lunga pratica ma alla fine, sempre secondo i sostenitori, i viewer più esperti possono ottenere dei risultati positivi fornendo descrizioni incredibilmente accurate e senza errori.
Le informazioni sembra che provengano da un campo di pure informazioni, non energia, detto “the Matrix”.

“The Matrix” pare sia dietro ogni processo energetico e che i normali strumenti non possano rilevarlo. Sembra sia nell’ambito del mitico, aristotelico etere mitico, che i fisici sanno esistere ma non riescono a rilevare sperimentalmente.
The Matrix è anche descritto come la conoscenza universale, collegata in piccola percentuale ad ognuna delle singole conoscenze individuali.
Non ha nulla a che vedere con la famosa saga cinematografica omonima, qui è semplicemente il pensiero universale che agisce con il personale, in una prospettiva molto olistica.

Così per i sostenitori della RV la coscienza originale ha un incalcolabile numero di connessioni al pensiero generale.
Ogni connessione è progettata per una determinata percentuale del tempo della Vita (intesa come la Vita in generale, non l’individuale).
Ogni connessione è legata ad uno specifico personaggio che vive l’esperienza di una singola vita, circondato da altre particolari entità, tutte contenute nel loro insieme nell’illusorio spazio/tempo chiamato “Realtà”.
Ed ancora, ogni individuo è in grado di entrare in contatto, tramite la propria connessione, con il pensiero generale, che contiene ogni dato di ogni singolo luogo ed esistenza, in ogni tempo.

La capacità di avvalersi di tali tecniche e di descrivere ogni cosa, in ogni momento, e qualsiasi persona o situazione, è la Vista Remota. Il temine “viewing”, invero non è molto corretto per descrivere il processo in atto in quanto i Remote Viewer oltre ad ottenere delle immagini, possono anche percepire odori, sapori, suoni, e molte altre sensazioni corredate da dati emotivi e concettuali.
Il “remote viewer” spesso lavora con una persona (tasker) che lo guida verso ciò che deve vedere (target).

Fondamentale è il fatto che il viewer non ha nessuna idea o conoscenza del luogo nel quale deve andare ossia è “cieco”. Potrebbe essere qualsiasi cosa, ovunque ed in qualsiasi momento.

Ciononostante, riesce a descrivere nel dettaglio tutti gli aspetti del target.
La RV è stata utilizzata per individuare persone rapite (come è capitato nel 1981 quando è stato rapito dalle Brigate Rosse un generale), per identificare il luogo preciso dive si sono schiantati aerei, per lo spionaggio internazionale.
Malgrado sia stata utilizzate per fini governativi, la RV, ammesso che esista, resta, comunque, una nostra facoltà personale.
E sebbene ci siano dati statistici che dimostrano quanto sia servita per azioni meritorie (ritrovare dispersi, rapiti,…) oltre che per altre di dubbia validità, resta il fatto che è un talento che ciascuno di noi potrebbe/dovrebbe sviluppare anche in un ottica di Wellthiness.

Testi tratti da:Wikipedia,WellthinessBlog,Nuke.darkmeditation,dispenze personali)

Quando il caos si fermerà ci renderemo conto di quanto poco abbiamo bisogno, di quanto in realtà abbiamo e del vero valore della connessione umana.

Michela Marini

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